1. Che cos'è il codice puk e come lo recupero?
  2. Come posso sbloccare la tessera sanitaria se non ho recuperato il codice puk?
  3. Nel caso di prestazione diagnostica o visita specialistica ambulatoriale, che tipo di certificato devo rilasciare al paziente?
  4. Nel caso di paziente in gravidanza, come ci si regola per il certificato di malattia?
  5. A quali lavoratori non devo rilasciare il certificato di malattia telematico?

1. CHE COS'È IL CODICE PUK E COME LO RECUPERO?

Il codice PUK della propria Tessera Sanitaria/CNS serve per:
  • modificare il PIN della Tessera Sanitaria;
  • sbloccare la Tessera Sanitaria qualora si fosse bloccata avendo digitato per 3 volte di seguito un PIN errato;
  • per recuperare il codice PUK seguire le istruzioni riportate nella pagina del sito della Regione Toscana: Recupero codice PUK.

2. COME POSSO SBLOCCARE LA TESSERA SANITARIA SE NON HO RECUPERATO IL CODICE PUK?

In questo caso è sufficiente recarsi con la propria Tessera Sanitaria e un documento di identità presso uno degli sportelli di attivazione per l'assegnazione di un nuovo PIN.

3. NEL CASO DI PRESTAZIONE DIAGNOSTICA O VISITA SPECIALISTICA AMBULATORIALE, CHE TIPO DI CERTIFICATO DEVO RILASCIARE AL PAZIENTE?

In caso di assenza dal lavoro per visite specialistiche e accertamenti diagnostici, il dipendente può attivare uno di questi 4 istituti previsti dal contratto:
  • il permesso breve, soggetto a recupero, per non più di metà dell'orario giornaliero;
  • il permesso retribuito per motivi personali (da documentare con la certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria che ha erogato la prestazione, ovvero l’attestato di presentazione);
  • le ferie;
  • l'assenza per malattia. In questo caso, sulla base degli orientamenti applicativi ARAN, il dipendente dovrebbe esibire al datore di lavoro la richiesta medica che prescrive le visite e gli accertamenti, nonché la certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria attestante l'effettuazione della visita o degli accertamenti (ovvero l’attestato di presentazione).
In conclusione, è il lavoratore che decide a quale di questi istituti ricorrere anche se la scelta sarà sicuramente influenzata dal numero di permessi ancora a disposizione e/o delle ore di cui poter ancora usufruire. Sarà costretto a ricorrere alla malattia qualora sia esaurito il monte orario per i permessi brevi o il numero di giorni di permesso retribuito (a meno che non voglia chiedere aspettativa non retribuita).

Nei casi in cui la visita specialistica o l'accertamento diagnostico produca una diagnosi che determina una inabilità temporanea al lavoro, il medico deve indicare anche la prognosi e compilare il certificato di malattia telematico.

4. NEL CASO DI PAZIENTE IN GRAVIDANZA, COME CI SI REGOLA PER IL CERTIFICATO DI MALATTIA?

In materia di gravidanza la normativa di riferimento è la Legge 26 marzo 2001 n.151.

CASISTICA:

ASTENSIONE OBBLIGATORIA (due mesi prima del parto e tre mesi dopo)
Prima dell’inizio dell’astensione obbligatoria, la lavoratrice deve presentare al datore di lavoro e all’INPS (o all’Ente presso cui è assicurata) i seguenti documenti:
  • la domanda di corresponsione dell’indennità di maternità, con la precisazione della data di inizio dell’astensione obbligatoria;
  • il certificato medico di gravidanza redatto su apposito modulo in dotazione alla ASL indicante, fra l’altro, il mese di gestazione (alla data della visita) e la data presunta del parto.
Le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici ovvero visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbono essere eseguiti durante l’orario di lavoro.

ASTENSIONE ANTICIPATA OBBLIGATORIA
L’astensione obbligatoria anticipata può essere richiesta con specifica domanda nei seguenti casi:
  • lavoratrice che si trova in stato di gravidanza a rischio, ovvero nel caso di complicanze della gestazione;
  • condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli alla salute della lavoratrice madre e del bambino (es. colorificio, essere adibita alla lavorazione di prodotti con sostanze chimiche, etc…);
  • lavoratrice madre che svolge lavori pericolosi, faticosi o insalubri e non può essere spostata ad altre mansioni (es. tecnico di radiologia, psichiatra, infermiera in determinati reparti, etc…), questa forma di astensione può protrarsi fino al 7° mese dopo il parto.
PROCEDURA: La lavoratrice che intende usufruire dell’astensione anticipata per maternità deve formulare istanza alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente (ove risiede la lavoratrice). La lavoratrice deve allegare alla domanda certificato medico rilasciato da uno specialista dell’A.S.L., l’istanza dovrà essere corredata dalle generalità dell’interessata, la data presunta del parto, il mese di gravidanza, la motivazione (diagnosi) attestante lo stato di rischio e il periodo esatto di astensione anticipata che intende usufruire (prognosi del medico), la denominazione esatta e la sede dell’azienda dove presta l’attività lavorativa.

MALATTIA PER GRAVIDANZA
Può accadere che durante il periodo di gestazione la lavoratrice debba assentarsi dal lavoro per patologie direttamente conseguenti al suo stato particolare, che non rientrano nei casi per i quali è prevista l’astensione obbligatoria anticipata disposta dalla Direzione Provinciale del Lavoro.
COSA FARE: in questo caso le lavoratrici devono presentare certificato del medico curante che contenga esplicito riferimento alla patologia conseguente allo stato di gravidanza. Il medico rilascia il certificato di malattia in via telematica.

5. A QUALI LAVORATORI NON DEVO RILASCIARE IL CERTIFICATO DI MALATTIA TELEMATICO?

Ci sono dei lavoratori ai quali il medico NON deve rilasciare il certificato di malattia telematico, ma deve rilasciare il tradizionale certificato cartaceo.

Casi particolari di dipendenti della pubblica amministrazione
La norma sul certificato telematico non si applica al personale in regime di diritto pubblico di cui all'art.3 del D.Lgs n.165/2001, ovvero:
  • magistrati, avvocati e procuratori dello Stato;
  • professori universitari;
  • personale appartenente alle forze armate e alle forze di polizia (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Corpo della Guardia di Finanza, Corpo di Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato);
  • corpo nazionale dei vigili del fuoco;
  • personale della carriera diplomatica (Ambasciatore, Ministro plenipotenziario, Consigliere d'ambasciata, Segretario di legazione) e prefettizia (Consigliere, Prefetto, Vice prefetto, Vice prefetto aggiunto);
  • altre categorie che ai sensi del citato art.3 sono disciplinati dai propri ordinamenti.
Dipendenti privati non soggetti a INPS
Per questi lavoratori, che non hanno diritto alle indennità INPS, la certificazione di malattia deve essere cartacea, su certificato privato del medico:
  • apprendisti;
  • domestiche;
  • dipendenti di partiti politici e associazioni sindacali;
  • impiegati dipendenti da proprietari di stabili;
  • impiegati di credito, assicurazioni e servizi tributari appaltati;
  • impiegati dell’agricoltura e dell’industria;
  • lavoratori autonomi, portieri, viaggiatori e piazzisti.