Il “Progetto Visiting DTC” per l’Accreditamento di Qualità Scientifico Professionale Tra-Pari delle Comunità Terapeutiche del Servizo di Salute Mentale delle ASL dell’Area Vasta Sud-Est della Regione Toscana

Autori
Simone Bruschetta1, Amelia Frasca2

1 Psicologo Psicoterapeuta PhD, Direttore “Progetto Visiting DTC”, Catania
2 Psicologa Psicoterapeuta, Esperta di Comunità Terapeutica, Catania

Inviato il 30 marzo 2016 rivisto il 20 aprile 2016 accettato il 23 maggio 2016

RIASSUNTO

Il “Progetto Visiting DTC” è un Programma di Accreditamento Scientifico Professionale che si rivolge a quegli aspetti metodologici della qualità dei Servizi Residenziali e Abitativi di Salute Mentale individuati come Qualità Gruppale Comunitaria. Il programma viene condotto attraverso il coinvolgimento dei principali stakeholder (Utenti, Familiari, Operatori e Manager) e ha come modelli scientifici e professionali di riferimento la Comunità Terapeutica Democratica e la Salute Mentale di Comunità.

Il Programma si compone di n.3 Cicli Annuali di Visiting e di n.1 Audit conclusivo. Ogni Ciclo Annuale di Visiting consta di due Parti: le Visite di Accreditamento Comunitario ed il Percorso Formativo Personale. Le due fasi possono essere svolte contemporaneamente (nella stessa Annualità) o in successione (in due Annualità diverse). Il completamento del percorso dei tre Cicli Annuali determina una Attestazione di Qualità Scientifico-Professionale di validità annuale. Dopo aver completato i Tre Cicli Annuali, ciascuna Comunità potrà richiedere l’Audit Finale di Accreditamento per la Certificazione di Qualità Gruppale Comunitaria con una Commissione Esterna.

L’articolo, oltre alla descrizione della metodologia di accreditamento sviluppata dal “Progetto Visiting DTC”, presenta l’esperienza di partecipazione alla prima fase del Primo Ciclo Annuale del “Progetto Visiting DTC” da parte di tre Comunità Terapeutiche delle ASL 7, 8 e 9 della Regione Toscana (Area Vasta Sud-Est), che hanno aderito su proposta del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Grosseto: la C.T. “Curtatone” di Arezzo, la C.T. “La Chimera” di Grosseto, la C.T. “I Prati” di Abbadia San Salvatore (SI).

Viene inoltre descritto il processo valutativo di ogni Comunità partecipante con la Descrizione del Setting Emergente dalle Comunità partecipanti, delle Conformità e delle Non-Conformità riscontrate, i Suggerimenti e le Azioni Correttive proposte.

Il confronto tra tutti i dati ottenuti e le valutazioni rilevate (sia quantitative che qualitative), avvenuto attraverso i lavori del Forum della Terna di Comunità Terapeutiche, ha permesso di identificare e programmare lo scambio delle Buone Pratiche. Per la scelta consensuale degli indicatori sui quali identificare le Buone Pratiche di ciascuna comunità, da formalizzare in una Procedura Operativa per trasmetterle alle altre comunità della terna, ci si è basati sul principio che ciascuna comunità costruisse una buona pratica su un’Area di Efficacia (evidenziata dall’analisi statistica, confermata dai dati qualitativi raccolti e riconosciuta in sede di confronto tra tutti gli stakeholder) e la trasmettesse alla comunità che vede riconosciuto quell’indicatore come appartenente ad una delle sue Aree di Criticità.


ABSTRACT

"Project Visiting DTC" is a Scientific Professional Accreditation Program which is aimed at those methodological aspects of the quality of Residential and Housing Services of Mental Health identified as a Groupal and Communitarian Quality. The program is conducted through the involvement of the main stakeholders (Users, Family, Operators and Managers) and has the scientific professional patterns reference on the Democratic Therapeutic Community and on the Community Mental Health.

The Program is composed of n. 3 Visiting Annual Cycles and n. 1 Conclusive Audit. Each Visiting Annual Cycle consists of two parts: the Accreditation Visits of the Therapeutic Communities and Personal Training Course. The two phases can be carried out simultaneously (in the same Annuality) or successively (in two different Annuality). The completion of the route of the three Annual Cycles determines a Certificate of Scientific-Professional Quality with an annual validity. After completing the Three Annual Cycles, each Therapeutic Community can request a Final Audit of Accreditation with External Commission, for Certification of Groupal and Communitarian Quality.

The paper, in addition to the description of the accreditation methodology, developed by the "Progetto Visiting DTC", presents the experience of participation in the first phase of the First Annual Cycle of the Programme by three Therapeutic Communities of ASL 7, 8 and 9 of the Tuscany Region (Wide Area South-East), who joined on a proposal of the Department of the Mental Health of Local Health Service of Grosseto: TC "Curtatone" in Arezzo, TC "The Chimera" of Grosseto, TC "I Prati" Abbadia San Salvatore (SI).

It also describes the evaluation process of each TC participant, by the description of Emerging Setting from TC participating, of Compliance and Non-Compliance encountered, of suggestions and corrective actions proposed.

The comparison of all the data obtained and the detected assessments (qualitative and quantitative), which took place through the work of the Forum of the “Terna” of TC, led to the identification and planning the exchange of Good Practices. The consensual choice of indicators on which identify Good Practices of each TC, to be formalized in an Operating Procedure to transmit them to other TCs of the “Terna”, was based on the principle that each TC would build a Good Practice on an Area of Effectiveness (highlighted by statistical analysis, confirmed by the qualitative data collected and recognized in the comparison between all stakeholders) and transmit it to the TC that sees that indicator recognized as belonging to one of its areas of criticality.


Introduzioni

I sistemi di accreditamento hanno ricevuto negli anni un aumento progressivo di supporto finanziario e scientifico da parte delle agenzie e degli enti gestionali. Oltre all’Accreditamento Aziendale, proveniente dal mondo industriale e meglio noto come Sistema di Norme ISO, ed all’Accreditamento Istituzionale, secondo i requisiti previsti dal SSN, sempre più diversificati da regione e regione, esiste un Accreditamento Scientifico-Professionale che ha le seguenti cinque peculiarità, esso è: professionale (coinvolge l’attività e l’interesse dei professionisti), volontario (è basato sull’adesione volontaria degli interessati), sanitario (è rivolto alle attività sanitarie e alle procedure messe in atto nei trattamenti), tra pari (e condotto dai referenti degli stessi servizi in accreditamento) e, infine di eccellenza (la finalità è quella di arrivare ad applicare le migliori metodologie di cura ed ottenere i migliori risultati compatibilmente alle risorse disponibili).

L’accreditamento è una condizione di “credito temporaneo” concesso alle organizzazioni, che deve essere continuamente verificato per poter essere mantenuto attraverso cicli annuali di lavoro, nell’ottica di un avvicinamento sempre maggiore ai valori benchmark di quegli indicatori di qualità su cui si è raggiunto l’accordo tra pari.


Materiali e Metodi

Il “Progetto Visiting DTC” è un Programma di Accreditamento Scientifico Professionale che si rivolge a quegli aspetti metodologici della qualità dei Servizi Residenziali e Abitativi di Salute Mentale individuati come Qualità Gruppale Comunitaria. Il programma viene condotto, attraverso visite reciproche, gruppi di formazione e audit di controllo, dai principali stakeholder (Utenti, Familiari, Operatori e Manager) ed è finalizzato alla costruzione di standard di servizio, buone pratiche e ricerca sugli esiti.

Il Progetto ha come modelli scientifici di riferimento la Comunità Terapeutica Democratica e la Salute Mentale di Comunità. Esso nasce da una lunga riflessione clinica sulla Comunità come metodo di cura che negli ultimi dieci anni ha guidato le attività delle associazioni Laboratorio di Gruppoanalsi, Mito & Realtà, AIRSaM e la Cattedra di Psicologia Dinamica dell’Università di Palermo. Esso si propone di creare un Network fondato sui valori della cultura del servizio e dell’orientamento al cliente, della cultura della competenza e della cultura degli obiettivi e dei sistemi di sviluppo delle risorse umane, orientato ad integrarsi da un lato con le reti internazionali di ricerca e formazione scientifica sulla Comunità Terapeutica come l’INDTC (International network of Democratic Therapeutic Communities) e dall’altro con quelle del movimento del Recovery e dell’Associazionismo degli Utenti.

Prendendo spunto dall’esperienza britannica, in particolare dal lavoro che ha portato alla formazione del primo Programma di Accreditamento delle Comunità Terapeutiche, il Network Community of Communities, il Progetto vorrebbe essere il punto di partenza per creare una rete italiana di Comunità Terapeutiche e di Servizi di Sostegno all’Abitare che permetta la definizione condivisa di un intervento comunitario residenziale e abitativo in salute mentale, creando una circolarità virtuosa tra clinica, valutazione e formazione.

La proposta di lavoro del Progetto, inizia infatti con un’autovalutazione di ciascuna comunità, alla quale seguiranno gli incontri che forniranno un feedback esterno arricchente, attivando così un modello circolare di Action Research, nella quale l’enfasi è posta sulla partecipazione e l’incontro esperienziale, sulla riflessione sul metodo clinico e organizzativo, sul dialogo tra pari come strumento di lavoro per il cambiamento, sulla valutazione empirica e soprattutto su confronto tra dispari: cioè reciprocamente tra operatori, utenti, familiari e manager.


La Struttura del Programma di Accreditamento

Il Programma si compone di n.3 Cicli Annuali di Visiting e di n. 1 Audit conclusivo. Ogni Ciclo Annuale di Visiting consta di due Parti: le Visite di Accreditamento Comunitario ed il Percorso Formativo Personale. Le due fasi possono essere svolte contemporaneamente (nella stessa Annualità) o in successione (in due Annualità diverse). Il completamento del percorso dei tre Cicli Annuali determina una Attestazione di Qualità Scientifico-Professionale di validità annuale. Dopo aver completato i Tre Cicli Annuali, ciascuna Comunità potrà richiedere l’Audit Finale di Accreditamento per la Certificazione di Qualità Gruppale Comunitaria con una Commissione Esterna.

Il Percorso Formativo si articola in tre annualità ed in parallelo ai Cicli Annuali di Visiting ed è finalizzato all’apprendimento del Modello della Comunità Terapeutica Democratica. Esso è indirizzato ai membri delle Delegazioni dei Servizi, in particolare ai 3 Facilitatori Interni di ogni Terna e ad Utenti, Familiari e Operatori per ogni Delegazione.

La formazione del Primo Ciclo Annuale, ha la funzione principale di sostenere la definizione e l’operazionalizzazione delle Procedure di Buone Pratiche, fondando un gruppo di lavoro intercomunitario che avvii l’attività valutativa sugli outcomes orientati alla Recovery.

Il percorso triennale con il riconoscimento finale delle competenze di Valutatore Esperto di Comunità Terapeutica Democratica abilita alla partecipazione agli Audit Finali di Certificazione di Qualità come “Membro - Operatore, Utente o Familiare - Esperto” delle Commissioni Esterne di Valutazione del “Progetto Visitig DTC”, su tutto il territorio nazionale.


La Ricerca Empirica su Best Practice e Outcomes

Il “Progetto Visiting DTC” prevede la costruzione di Buone Pratiche e lo sviluppo di Best Practice in alcune delle Aree strategiche per l’accreditamento di Qualità Gruppale Comunitaria, attraverso la definizione e la verifica di procedure operative per la loro implementazione in tutti i servizi comunitari affini. Dall’applicazione delle Best Practice nelle Comunità Terapeutiche viene successivamente sviluppata la valutazione degli outcomes di ciascuna di esse, ricercati anch’essi in specifiche Aree altamente significative per la recovery dalla patologia mentale. Le misure di outcome vengono inoltre messe in relazione con la correttezza formale nell’applicazione delle Procedure di Best Practice (e l’eventuale ulteriore sviluppo di queste) ad esse correlate e l’accurata definizione dei Parametri dei Dispositivi Gruppali la cui attivazione è indicata nelle Procedure di Best Practice specificamente applicate.

Le Aree Strategiche per la Qualità Gruppale Comunitaria oggetto di accreditamento sono definite dai due strumenti di valutazione quantitativa specifici per la ricerca empirica sui processi terapeutici delle Comunità Terapeutiche per il Disagio Psichico in Età Adultà.

Aree indagate dal “Questionario ViVaCom” (e dalle sue applicazioni) (1):

  • 1. Organizzazione Generale;
  • 2. Personalizzazione e diritti;
  • 3. Clima terapeutico/Comfort Ambientale;
  • 4. Dimensione individuale/gruppale della cura;
  • 5. Attività rivolta alle famiglie;
  • 6. Sicurezza;
  • 7. Gestione del personale e formazione;
  • 8. Collaborazioni;
  • 9. Documentazione clinica e sistema informativo;
  • 10. Valutazione qualità e ricerca.

Aree Indagate dal “Questionario sull’Orientamento alla Recovery – DTCRO” (2):

  • 1. Rinnovare la speranza e l’impegno;
  • 2. Essere sostenuto dagli altri;
  • 3. Trovare il proprio posto nella comunità locale;
  • 4. Ridefinire se stessi;
  • 5. Assimilare la malattia;
  • 6. Gestire i sintomi;
  • 7. Assumere il controllo;
  • 8. Combattere lo stigma;
  • 9. Maturare empowerment.

I Parametri per le Comunità e i Dispositivi Gruppali

I parametri di Definizione dell’Assetto Organizzativo-Strutturale su cui valutare l’affinità delle diverse Comunità Terapeutiche nell’implementazione e nello sviluppo delle Procedure di Best Practice specificamente applicate, sono definiti dalla “Griglia di Analisi del Set delle Comunità Terapeutiche Residenziali” - “GAS-Set-CTR” (3), ed analizzano in particolare le seguenti Dimensioni di Setting:

  • 1. Tempi: tempi generali degli interventi e delle attività terapeutiche residenziali;
  • 2. Spazi e Disposizione: generali e complessive caratteristiche architettoniche, sociali, logistiche e di comfort;
  • 3. Area dell’intervento: definizione, specifico del lavoro, su cosa lavorano gli operatori residenziali;
  • 4. Contesto: contesto lavorativo degli operatori di residenziali (Pubblico, privato, privato-sociale);
  • 5. Numero degli utenti: numerosità e dati medi dell’utenza presa in carico;
  • 6. Caratteristiche degli utenti: anagrafiche, clinico-sociali;
  • 7. Assetto di lavoro: attività, cosa si fa, come si fa;
  • 8. Regole di comportamento: regolamenti comunitari e modalità di regolamentazione della residenza e della gestione dei confini (approvate in Comunità, decise dai pazienti, concordate con gli operatori, contrattate con la committenza, ecc.);
  • 9. Contratto Terapeutico: durata dell’intervento, obiettivi concordati, interruzioni, vacanze;
  • 10. Richieste e obiettivi espliciti: mission, potere e controllo della committenza e di referenti esterni (chi paga i costi della residenza, rapporti con i referenti interessati, qual è il loro ruolo sociale);
  • 11. “Presenze” familiari e istituzionali: rete sociale dei referenti istituzionali (referenti con responsabilità e funzioni specifiche, nei Progetti Terapeutici Personalizzati degli Utenti; lavoro clinico-sociale con la famiglia, con le altre figure istituzionali coinvolte);
  • 12. Strumentazioni tecniche: mezzi di trasporto, macchinari, utensili, dispositivi medico-infermieristici;
  • 13. Gestione degli psicofarmaci: struttura di gestione della somministrazione e/o auto-somministrazione delle terapie personali, medici coinvolti;
  • 14. Caratteristiche degli operatori: anagrafiche e professionali;
  • 15. Co-Operatori: presenza in residenza di altri eventuali operatori.

La valutazione e la certificazione della Conformità dei Parametri dei Dispositivi Gruppali si applica a tutta la serie dei Gruppi Operativi e Terapeutici appartenenti al Modello della Comunità Terapeutica Democratica ed espressamente previsti dalle Procedure di Best Practice implementate. In particolare, i principali Dispositivi Gruppali valutati appartengono alle tipologie operative della tradizione di ricerca psicoanalitica e gruppoanalitica:

  • 1. Gruppi di terapia analitica comunitaria;
  • 2. Piccoli gruppi psicoterapeutici;
  • 3. Gruppi operativi e vitali;
  • 4. Gruppi di terapia familiare;
  • 5. Gruppi di attività;
  • 6. Gruppi di laboratorio artistico-espressivo;
  • 7. Gruppi di familiari dei pazienti;
  • 8. Gruppi di psicoterapia analitica multifamiliare;
  • 9. Gruppi di supervisione.

Risultati

La successiva descrizione presenta l’esperienza di partecipazione alla prima fase del Primo Ciclo Annuale del “Progetto Visiting DTC” da parte di tre Comunità Terapeutiche delle ASL 7, 8 e 9 della Regione Toscana (area Vasta Sud-Est), che hanno aderito su proposta del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Grosseto.


Descrizione dell’Attività

Le attività della prima fase del ciclo annuale constano di quattro fasi di lavoro: la Fondazione della Terna, il Pre-Visiting (da svolgere entro 6 settimane dalla fondazione); il Visiting (corrispondente a n. 3 visite reciproche nelle tre comunità, da svolgere entro 2 mesi dalla chiusura della fase di pre-visiting), ed il Post-Visiting (ovvero, la valutazione qualitativa e quantitativa dei materiali raccolti che convergono e vengono discussi nel corso di un Forum Conclusivo della Terna, dai quali emerge una proposta di miglioramento e di sviluppo di procedure cliniche condivise tra i principali stakeholder e consensuali all’interno della terna stessa).

Il 24 Febbraio 2015 i due Coordinatori Esterni (uno Valutatore ed uno Facilitatore dei processi) della terna indicata dall’AUSL committente, hanno fondato un gruppo di lavoro di 8 unità, definito Staff di Coordinamento della Terna e composto, oltre che da loro stessi anche dai 3 Facilitatori Interni e i 3 Responsabili Sanitari (membri delle équipe corrispondenti) delle Comunità coinvolte, ovvero:

  • la C.T. “Curtatone” di Arezzo
  • la C.T. “La Chimera” di Grosseto
  • la C.T. “I Prati” di Abbadia San Salvatore (SI).

Queste tre Residenze sono state rispettivamente visitate, il 16 Maggio 2015, il 30 Maggio 2015 e il 20 Giugno del 2015, dalle delegazioni composte in ciascun caso da 10 unità (n.1 Facilitatore Interno, n.3 utenti, n.3 operatori, n.3 familiari). Nel complesso, durante i cosiddetti Community Meeting Multifamiliari (momenti della visita cui partecipano oltre che le due delegazioni in visita, anche tutti i membri dello staff della Comunità che ospita, assieme agli utenti che vi risiedono, ai loro familiari autorizzati a partecipare, nonché ai Coordinatori Esterni ed eventuali altri membri dello staff di Coordinamento del progetto), il gruppo di lavoro è stato composto da 29 a 35 persone e si è attivata quella dinamica di scambio assembleare e di elaborazione comunitaria dei temi che fondano ogni lavoro di salute mentale orientato alla recovery dalla grave patologia mentale.

Attraverso le parole dei partecipanti è emersa, tra difficoltà di realizzazione e potenzialità trasformative, la questione della convivenza e del sostegno tra pari mediati dalla quotidianità e dalla condivisione degli spazi abitativi. Si è discusso del rischio di collusione tra il meccanismo della delega ad altri del proprio percorso terapeutico da parte degli utenti e il senso di onnipotenza di curanti che più o meno consapevolmente possono attivare progetti terapeutici che non stimolano a sufficienza l’agency dei loro utenti.


Il Setting Terapeutico-Riabilitativo emergente

Uno degli strumenti previsti dalle procedure di accreditamento, compilato nella fase di Pre-Visiting, è la “Griglia di Analisi del Set delle Comunità Terapeutiche Residenziali” (Gas-Set-CTR, 2015) grazie alla quale sono state rilevate numerose informazioni circa le variabili organizzativo-strutturali delle Comunità partecipanti.

Caratteristiche Strutturali Comuni: le residenze visitate sono collocate in alcuni casi nel Centro Storico della città sulla quale insistono, in altri nella campagna fuori dal Centro Urbano. Ogni struttura è di proprietà, o comunque nella disponibilità, dell’Azienda USL pubblica che si occupa della sua manutenzione e la dà in co-gestione ad una Cooperativa Sociale per effettuare il Servizio Terapeutico-Riabilitativo Comunitario in oggetto.

Caratteristiche Strutturali Medie: ciascuna Residenza può accogliere sino a n.12 potenziali ospiti poiché in media sono a disposizione 1 camera da letto ogni 1,5 ospiti circa, da 4 a 6 bagni, da 2 a 4 stanze per le attività di gruppo e comunitarie ed 1 cucina con sala da pranzo attigua.

Caratteristiche Organizzativo-Strutturali Medie: più precisamente, ogni struttura esaminata ospita una media di n.8,6 utenti; con un rapporto tra i generi M/F pari a 6,3/2,3. Il rapporto n. utenti/vani stanze da letto a disposizione è pari a 1/1,1; mentre il rapporto tra il n. utenti e il n. di operatori full time è di 1/1,1. A proposito degli operatori presenti si riportano le seguenti caratteristiche: l’équipe di coordinamento è composta da n.1 Medico Psichiatra Part-Time, n.1 Assistente Sociale Part-Time, n.1 Psicologo o Educatore con funzione di Coordinatore Full-Time; dal canto suo, lo staff clinico-sociale complessivo della Comunità, è composto in media da n.4 Infermieri professionali Part-Time, n.1 Educatore Professionale Full-Time, n.8 Operatori Socio-Sanitari Full-Time, n.1 Ausiliario Full-Time.

Caratteristiche Organizzativo-Strutturali Comuni: per quanto concerne invece il contesto lavorativo dei membri dello staff , è stato rilevato che alcuni di loro possono operare in Comunità effettuando delle consulenze libero-professionali prestate alla Cooperativa Sociale co-gestore del servizio residenziale; le Cooperative sociali coinvolte co-gestiscono il Servizio in convenzione con il Dipartimento di Salute Mentale Pubblico che a sua volta distacca, o invia per alcune ore settimanali, presso la Comunità degli operatori sanitari (dipendenti dell’USL).

Caratteristiche Organizzativo-Funzionali Comuni: le équipe territoriali pubbliche dell’Azienda USL detengono la titolarità dei Progetti Terapeutici Individualizzati (PTI) degli utenti ed assumono la responsabilità sia della Direzione Sanitaria, nominando uno Psichiatra Responsabile, sia della co-gestione del coordinamento degli operatori della Comunità. Allo stesso tempo, ogni Cooperativa Sociale inserisce le attività previste dal proprio Servizio di Comunità Terapeutica nella più ampia rete di attività presenti sul territorio di pertinenza. Infine, i programmi comunitari esaminati (coincidenti per definizione con un contratto da stipulare con l’utente del Servizio residenziale in merito alla durata, agli obiettivi e alle modalità dell’intervento terapeutico) prevedono interruzioni per acuzie con ricovero in SPDC, sospensioni per vacanze (ove concordate) e dimissioni per sopraggiunti limiti temporali previsti per il trattamento comunitario residenziale (massimo 36 mesi); consentono l’eventuale compartecipazione dell’utente a spese collettive per comprare alimenti, acquisti eccezionali di beni di vario tipo o per svolgere attività specifiche non strettamente socio-sanitarie.

Caratteristiche Organizzativo-Funzionali Medie: l’assetto di lavoro proposto consta, in media, di attività quali il Sostegno alla Progettazione Terapeutica personalizzata (a cura di un Case Manager o Psichiatra Responsabile del Servizio Pubblico in collaborazione con l’Operatore di Riferimento o il Case Manager interno della Comunità); Attività Psicoterapeutiche: Individuale, Gruppale e Comunitaria; Attività Laboratoriali (ludiche/artistiche/espressive) come l’Artigianato, l’Orticoltura, il Teatro, lo Sport; l’Affiancamento alle attività domestiche; l’Accompagnamento in luoghi extradomestici (sostegno alla partecipazione ad attività in contesti sociali esterni, sia programmati dalla Cooperativa, sia gestite in autonomia dal paziente); il Sostegno all’Amministrazione economica (dal controllo e la programmazione delle spese previste in base alla pensione percepita o alle risorse personali, al sostegno nella gestione dei rapporti di lavoro).


La Valutazione dell’Esperienza

Descrizione delle Conformità e delle Non-Conformità riscontrate: per ogni Comunità partecipante sono state segnalate almeno due “Conformità” e due “Non-Conformità”, le quali a loro volta coincidono con una parte di ciò che è emerso dal processo di lavoro in relazione ai quattro livelli di riflessione critica che il Progetto utilizza per le Valutazioni di Qualità dei Servizi:

  • 1) quanto preme evidenziare ai Coordinatori Esterni della Terna con finalità di accreditamento;
  • 2) le rilevazioni delle Delegazioni in visita;
  • 3) le considerazioni di coloro che di volta in volta ospitavano (utenti, operatori e familiari ove presenti);
  • 4) l’analisi statistica dei dati quantitativi raccolti.

Suggerimenti ed Azioni Correttive: i Coordinatori Esterni hanno proposto a tutte le residenze valutate di impegnarsi nell’istituire ciò che manca, o nel perfezionare ciò che già c’è, sulla base di “Suggerimenti e Azioni Correttive” come di seguito esemplificato.

Ci si riferisce al fatto che le riunioni di staff devono essere a distanza ravvicinata, (preferibilmente una volta a settimana e coinvolgere tutte le persone che lavorano dentro la Comunità); che bisogna dedicare maggiori risorse ai gruppi operativi di progettazione terapeutica personalizzata per il monitoraggio dei PTI (con particolare cura per il momento dell’inserimento e delle dimissioni); che gli spazi di Supervisione debbano riguardare tutto il gruppo di lavoro ed essere preferibilmente condotte da un supervisore esterno; che occorre lavorare in maniera più assidua con i familiari degli utenti, la cui presenza a fianco degli utenti e della Comunità è un risultato da conquistare (a tal proposito, i Gruppi Multifamiliari vanno intesi come ‟strumento principe”). Allo stesso modo, risulta importante sia favorire l’attivismo degli utenti, accompagnando la loro creatività e il loro bisogno di confronto con altri utenti o ex-utenti della comunità e/o del Servizio territoriale di riferimento per proiettarsi nel futuro che desiderano (auto-mutuo-aiuto), sia sistematizzare le competenze terapeutico-riabilitative della Comunità stilando apposite procedure capaci di operazionalizzare, rendere ripetibili e trasmettere le prassi di intervento clinico che vengono applicate con saggezza e coscienza.


CONCLUSIONI

Il confronto tra tutti i dati ottenuti e le valutazioni rilevate (sia quantitative che qualitative), avvenuto attraverso i lavori del Forum della Terna, ha permesso di identificare e programmare lo scambio delle Buone Pratiche. Per la scelta consensuale degli indicatori sui quali identificare le Buone Pratiche di ciascuna comunità, da formalizzare in una Procedura Operativa per trasmetterle alle altre comunità della terna, ci si è basati sul principio che ciascuna comunità costruisse una buona pratica su un’Area di Efficacia (evidenziata dall’analisi statistica, confermata dai dati qualitativi raccolti e riconosciuta in sede di confronto tra tutti gli stakeholder) e la trasmettesse alla comunità che vede riconosciuto quell’indicatore come appartenente ad una delle sue Aree di Criticità.

Al fine di accompagnare il lavoro delle Comunità nella definizione, stesura, operazionalizzazione e riflessione critica sulle Buone Pratiche da trasmettere, così come nell’acquisizione, assimilazione ed implementazione delle Buone Pratiche ricevute, si è avviata per l’anno successivo, la Seconda Fase del Primo Ciclo Annuale, che consiste in un percorso formativo specifico propedeutico all’avvio del Secondo Ciclo Annuale, attraverso il quale misurare i miglioramenti dei rating delle comunità rispetto ai Valori Benchmark, ed aumentare il numero di Aree di Efficacia di ciascuna residenza.


BIBLIOGRAFIA

1) Biaggini M, Bisanti R, Bruschetta S, De Crescente M, Gaburri L, Ghisotti N, Martini S, Mocetti F, Pismataro CP, Procaccio W, Vigorelli M. Manuale Visiting per la Valutazione delle Comunità Terapeutiche Residenziali (ViVaCom II). 2014.

2) Monasteri N, Barone R, Bruschetta S. Democratic Therapeutic Community Recovery-Oriented (DTCRO). Questionario sull’Orientamento al Recovery delle Comunità Terapeutiche Democratiche, nei Servizi Residenziali e Abitativi di Salute Mentale. 2014.

3) Bruschetta S. Griglia di Analisi delle variabili relative al Set delle Comunità Terapeutiche e Residenziali per Adulti con Grave Patologia Mentale, nel Settore della Salute Mentale di Comunità e del Sostegno all’Abitare. 2015.


Riconoscimenti
Comitato Scientifico:
Raffaele Barone, Simone Bruschetta, Marco D’Alema, Francesca Giannone, Marta Vigorelli

Direttore:
Simone Bruschetta

Staff di Coordinamento
Direzione Organizzativa Ricera: Francesca Giannone
Direzione Organizzativa Accreditamento Servizi: Amelia Frasca
Referente Organizzativa Utenti: Maria Fisicaro

Staff Analisi dei Dati
Laura Mancuso & Cinzia Guarnaccia

Rete Scientifico-Professionale
LdG - Associazione di Psicoterapia Analitica e Istituzionale – Laboratorio di Gruppoanalisi.
M&R – Associazione Italiana delle Comunità Terapeutiche e Residenziali – Mito & Realtà. AIRSaM – Associazione Italiana Residenze/Risorse per la Salute Mentale.
INDTC – International Network of Democratic Therapeutic Communities.
Università degli Studi di Palermo – Dipartimento di Psicologia.
Associazione La Crisalide membro del Coordinamento Nazionale Utenti Salute Mentale.

Consulenti Scientifici: Rex Haigh & Janine Lees
Royal College of Psychiatrist, Quality network Community of Communities –CoC
Institute of Group Analysis -IGA- The Consortium of Therapeutic Communities -TCTC

In conclusione, i più sinceri ringraziamenti vanno a Giuseppe Cardamone, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Grosseto che ha commissionato il Programma, ed al Gruppo di Coordinamento della Terna, costituito da: Patrizia Testi e Maurizio Sauro, Responsabile Coordinatrice e Facilitatore Interno della CT “Curtatone” di Arezzo, Matteo Madrucci e Francesco Toninelli, Responsabile Sanitario e Facilitatore Interno della CT “La Chimera” di Grosseto, Catia Graziani e Tiziana Pozzi, Responsabile Sanitaria e Facilitatrice Interna della CT “I Pini” di Abadia San Salvatore (SI), Alberto Positano, Osservatore, Medico Specializzando in Psichiatria. Infine un grazie caloroso a tutti gli operatori, gli utenti e i familiari che hanno condiviso con noi questa esperienza.

Gli autori dichiarano che il Progetto Visiting ha avuto un piccolo finanziamento (€ 1.500) dalla ASL 9 di Grosseto e che non ci sono conflitti di interesse.